San Gimignano ed il suo territorio
Il territorio
Nota in tutto il mondo per le sue torri, San Gimignano è un sito incluso nel patrimonio mondiale dell’UNESCO con la motivazione”....eccezionale testimonianza della civiltà medievale per la raccolta in uno spazio ristretto di tutte le strutture caratteristiche della vita urbana: piazze e vie, case e palazzi, pozzi e fontane”.
Decidere di visitarla è sicuramente un'opportunità da non perdere anche nella bassa stagione perché in questo periodo il ridotto afflusso di turisti permette di godere in maniera più intensa di ogni angolo di questo luogo dove sembra quasi che un incantesimo abbia fermato il tempo.
Molte sono le meraviglie che il luogo offre. Appena entrati da porta San Giovanni, ci si trova a percorre la via principale che si sviluppa da una parte all’altra del paese e che in realtà altro non è che un tratto dell’antica via francigena, la più importante strada del medioevo che da Canterbury conduceva a Gerusalemme. Gli scambi commerciali con il nutrito numero di persone che transitavano su quella importantissima via di comunicazione, permise ai sangimignanesi di arricchirsi enormemente. I proventi dei floridi affari, della vendita dello zafferano in primo luogo, si concretizzarono nella costruzione delle famose torri simbolo di potere e ricchezza delle più importanti famiglie del posto. Attualmente, a testimonianza del fulgore di allora, ne rimangono 14.
In realtà ogni scorcio di questa incantevole cittadina merita di essere visitato e al viaggiatore che decida di inoltrarsi lungo percorsi meno noti, consigliamo il giro delle antiche mura che offre una vista mozzafiato e da dove si giunge alle affascinanti fonti medievali.
Il territorio, la campagna immediatamente circostante, offrono agli ospiti la possibilità di vivere in modo tangibile la piacevolezza di una natura celebrata in tutto il mondo.
Per quanto concerne i piaceri del gusto, la città è famosa per la sua Vernaccia, uno dei vini più antichi d'Italia. Se ne hanno documentazioni storiche a partire dagli inizi del 1200 negli ordinamenti delle gabelle del Comune di San Gimignano. Anche il Boccaccio ne fa menzione nel “Decamerone e di grande fama ha goduto fino al periodo rinascimentale, come dimostrano le innumerevoli citazioni nelle opere dei grandi artisti del periodo, da Dante a Michelangelo Buonarroti detto il giovane, che apprezzava il gusto così particolare di questo vino e la descrive come il vino che "bacia, lecca, morde, picca, punge"..
Vitigno autoctono per eccellenza, la Vernaccia di San Gimignano è stato il primo vino in Italia a fregiarsi della Doc nel 1966, a cui è seguita la Docg nel 1993.


